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La Parrocchia

S.Sebastiano alle Catacombe (1).JPG

Storia della Basilica

San Sebastiano fuori le mura è stata eretta parrocchia il 18 aprile 1714, con bolla di Papa Clemente XI. I monaci cistercensi amministrarono la parrocchia fino al 23 giugno 1826, quando Papa Leone XII, con la lettera apostolica "Ex locis sacris", la affidò ai sacerdoti dell’Ordine dei Frati Minori, che l’amministrano tuttora. Il primo Parroco, P. Giovanni Crisostomo Marescotti, celebrò la sua prima messa il 6 Gennaio 1827.

 

Tra le parrocchie attualmente affidate ai frati francescani, San Sebastiano fuori le mura è la prima a Roma e una tra le primissime in tutta Italia.

 

Il 3 maggio 1957 Papa Pio XII proclamò San Sebastiano protettore dei Vigili Urbani d’Italia: ancora oggi, ogni 20 gennaio, festa di San Sebastiano, il Corpo dei Vigili Urbani di Roma Capitale rende omaggio al santo in una solenne celebrazione.

 

È stato San Giovanni XXIII, nel 1962, ad elevare la Basilica a Titolo cardinalizio: il primo Titolare fu S.Em. il Card. Ildebrando Antoniutti, allora nunzio apostolico in Spagna, il quale prese possesso il 1° luglio 1962. L’attuale Titolare di San Sebastiano fuori le mura è S.Em. il Card. Lluís Martínez Sistach, Arcivescovo emerito di Barcellona. 

 

Il 13 novembre 1966 San Paolo VI celebrò la S. Messa in San Sebastiano in occasione della “Giornata del Ringraziamento”, con la quale all’epoca si festeggiava la fine della stagione di raccolto e delle attività agricole. A pochi giorni dalla drammatica alluvione che aveva colpito Firenze (4 novembre) e dal maltempo che aveva sconvolto anche il Lazio e la città di Roma, l’occasione si prestò per un’autentica testimonianza di fede da parte del Sommo Pontefice: “Uomo e natura sono due fattori della produzione agraria. E la natura, cos’è? Questo mondo a noi esteriore e con noi compenetrato, questa vita cos’è? La domanda, che sempre insiste nell’opera e nell’animo del bravo intelligente agricoltore, si risolve nell’osservazione dell’insufficienza dell’opera umana e nell’osservazione di una casualità, meravigliosa, che deve venire in collaborazione con l’opera umana: e queste due osservazioni, che sono alla base della saggezza rurale, stimolano facilmente l’animo dell’uomo a uno sforzo di salita a Dio, ad un atto religioso […]. Non potremo dunque chiamare questa giornata la “Giornata dell’invocazione”? La giornata della preghiera? La giornata di Dio e della fede? E se siamo capaci di fare questo, non possiede già la nostra vita una grande fortuna? Quella di scoprire nelle cose della natura una Mano creatrice e dispositrice […]. Quella, e voi la conoscete, di saper trarre dalle prove di questa vita, lezioni di bontà e di sapienza”.

 

La Parrocchia di San Sebastiano si trova al IV miglio dell’antica via Appia ed appartiene alla XXII Prefettura – Settore Sud - della Diocesi di Roma.

La Basilica

Originariamente denominata Basilica Apostolorum, fu costruita per volere dell’Imperatore Costantino nel IV secolo d.C. in onore degli Apostoli Pietro e Paolo. Infatti, secondo la tradizione della Chiesa, durante le persecuzioni di Valeriano (III secolo d.C.), le reliquie degli Apostoli furono qui nascoste e venerate per circa cinquant’anni. Nel corso del tempo la venerazione a San Sebastiano, martire-soldato al tempo di Diocleziano, sepolto nella catacomba, ha prevalso nella denominazione del cimitero e della Basilica, oggi a lui dedicata vox populi. Nel corso della storia la chiesa ha ricevuto anche l’attributo ad catacumbas per la presenza delle catacombe, mentre l’attributo fuori le mura è in riferimento al fatto che la chiesa si trova al di fuori delle Mura Aureliane e serviva a distinguerla dalla chiesa di San Sebastiano al Palatino.

L'interno

All’interno della Basilica si possono ammirare: il Salvator Mundi, ultimo capolavoro di Gian Lorenzo Bernini del 1679; l’altare maggiore, eretto su un sarcofago del V secolo d.C.; la Cappella delle Reliquie, commissionata da Massimiliano I duca di Baviera nel 1625, che conserva una freccia del martirio di San Sebastiano, la colonna cui fu legato e la pietra dell’episodio del “Quo Vadis?”, che - secondo la tradizione - reca impresse le impronte dei piedi del Cristo, quando apparve a Pietro che fuggiva da Roma per evitare il martirio. 

La Cappella di San Sebastiano fu commissionata dal Cardinale Francesco Barberini nel 1672 e disegnata da Ciro Ferri; la statua di San Sebastiano è di Giuseppe Giorgetti su disegno sempre del Ferri. La Cappella Albani fu invece fatta erigere da papa Clemente XI per la sua famiglia nel 1706: è rivestita in preziosi marmi policromi, con decorazioni dedicate al papa martire San Fabiano (236-250). 

 

La chiesa vanta un notevole soffitto ligneo intagliato, eseguito da Annibale Durante sul disegno attribuito a Giovanni Vasanzio, nel 1612.

Le catacombe

Il complesso di San Sebastiano è visitabile e comprende le celebri Catacombe.

Per maggiori informazioni sulla Basilica e sulle Catacombe e per prenotare una visita clicca qui.

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